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11 novembre 2008 2 11 /11 /novembre /2008 09:47

                                                             

                                                 L' INFIORATA: NOTO, una città in fiore

Ogni anno, dal 1980, la terza settimana di maggio, Noto, "Giardino di Pietra", secondo la memorabile definizione di Cesare Brandi, ormai adottata nel mondo intero per indicare la capitale del barocco, accoglie, nel cuore del centro storico, precisamente nella suggestiva via Nicolaci, un giardino di fiori. Lo sposalizio è effimero nella durata, da tre a quattro giorni, ma l'effetto scenografico è intenso, accattivante.
Il giovedi, nel pomeriggio, quando i dardi del sole calante cominciano a perdere aggressività e la luce dell'incipiente tramonto potenzia le tonalità ocra della pietra dei monumenti barocchi, ciascuno degli artisti vincitori del concorso per l'ideazione dei bozzetti ispirati a temi che variano, di anno in anno, dalla mitologia all'arte sacra, al folklore locale, ecc., prende possesso del riquadro assegnatogli, tra i sedici a disposizione, sui lastroni di lava che pavimentano il declivio della via Nicolaci.
Inizia allora la prima fase della tessitura artistica con gli autori e gli infioratori intenti a tracciare con appositi gessetti le sagome dei disegni, primo abbozzo dell'equilibrio armonico di forme e colori che si prefiggono di realizzare.
Ma la traslazione esecutiva, dal bozzetto su cartoncino di dimensioni minime (cm 50 per cm 70) all'opera floreale, sul riquadro assegnato per uno spazio interno utile di circa m. 6,00 per m. 4,00, inizia a partire dal primo pomeriggio del venerdi e si sviluppa fino al completamento, il più delle volte fino al primo mattino del sabato.
Il fervore esecutivo si avvale dello stupore di una folla di curiosi che segue con trepidazione il lavoro compositivo degli artisti che, a conclusione della fatica, disfatti e solitamente sempre insoddisfatti, si allontanano barcollanti, sorretti da amici e collaboratori.
All'alba del sabato, quando il sole si leva ad oriente con misurata maestosità, l'opera meticolosa e competente di fotografi, cineoperatori e videoamatori, inizia la procedura per consegnare ai posteri il ricordo del fuggevole respiro dell'Infiorata. Contemporaneamente, i volti dei primi mattinieri visitatori si aprono alla meraviglia dinanzi al tripudio floreale, mentre le chimere e i mostri che sostengono i "più bei balconi del mondo", quelli del palazzo Nicolaci di Villadorata, abbozzano un misterioso sorriso simpaticamente estorto dalla luminosità solare.
Comincia allora il concorso popolare che andrà intensificandosi oltre ogni immaginazione fino a tarda sera: una interminabile processione che mai mette a dura prova, tuttavia, la pazienza dei partecipanti.
E' talmente bello sostare ai piedi dell'Infiorata in attesa del proprio turno nell'ascesa del pendio, indugiare in ripetuti sguardi d'insieme dal basso, dal corso Vittorio Emanuele, per soffermarsi sugli effetti cromatici delle composizioni floreali e gioire del felice pur se fugace connubbio tra gli elementi floreali e la sontuosa architettura barocca, che la facciata di Montevergini avvolge e solennemente chiude! Nel cuore della notte, poi, impenitenti innamorati della bellezza risalgono in silenziosa contemplazione dei riquadri infiorati.
Continua quindi in via Cavour, lungo il corso Vittorio Emanuele, dinnanzi al bel S. Domenico, a S. Chiara, a S. Francesco all'Immacolata ed oltre, il loro muto, fervoroso dialogo con gli elementi architettonici degli edifici barocchi, lieti di narrare la mirabile storia del loro sorgere, dopo il terribile terremoto del 9-11 gennaio 1693 che indusse i netini ad abbandonare il monte Alveria per scrivere una nuova splendida pagina della storia dell'arte e della civiltà.
Continua, quindi, l'affluenza di visitatori, in particolare studenti in vista di studio con i loro docenti, per tutta la giornata di lunedi, finchè, a sera, non si procede all'asportazione dei fiori ormai prossimi all'appassimento.
Resteranno, per molto tempo ancora, i disegni dei bozzetti, silenziosi testimoni di un'avventura di breve durata che, però, conoscerà una rinnovata riedizione l'anno successivo.
(testo tratto da pubblicazioni a cura del Comune di Noto)
(Foto a cura di 1AT695 Paolo)


                                                      INFIORATA di Via Nicolaci

  
 















L'Infiorata di Noto, deve il suo ininterrotto successo anzitutto alla scenografica Via Nicolaci in cui viene realizzata.
Il pendio regolare dell'arteria, lunga mt 122 e larga mt 7, le conferisce risalto e spettacolarità, atti a valorizzare al massimo grado il lavoro degli artisti.



Gli artisti partecipanti, dispiegano la loro competenza tecnica e creatività ricoprendo con petali di fiori e materiale vegetale il riquadro assegnato di m. 6 per 4. Il tappeto floreale ricopre dunque un'area complessiva di mq. 700, in cui sono distribuiti sedici bozzetti, la cui visione complessiva, guradando dal corso Vittorio Emanuele, è assicurata dal pronunciato ma perfettamente regolare pendio della via Nicolaci: un colpo d'occhio di impareggiabile bellezza.

















E' consolidata tradizione che l'esecuzione del bozzetto raffigurante lo stemma della città che apre l'Infiorata e del primo riquadro venga affidata, fuori concorso, all'Istituto d'arte di Noto. Si è calcolato che, per infiorare il tappeto di mq 700, occorrono 400.000 fiori, in prevalenza margherite, garofani, gerbere, rose, ma anche fiori di campo delle varie dimensioni e colori, ampiamente disponibili, nel mese di maggio, in tutto il territorio collinare di Noto.




                                                                                IL CORTEO BAROCCO

Tra le manifestazioni collaterali di sicuro richiamo turistico, che arricchiscono la Primavera Barocca, un posto di rilievo occupa per le suggestioni che suscita il Corteo Barocco, rappresentazione della società netina del Settecento con le sue atmosfere, le convinzioni, la magnificienza, gli eccessi, le contraddizioni e le speranze. In una parola, con l'insieme dei suoi modi di essere.
La rievocazione non è dettata da una visione nostalgica ed edulcorata del tempo perduto, ma si configura piuttosto come un'operazione culturale che mira a risuscitare lo spirito di un'epoca radicalmente differente dalla nostra, offrendo anche, al di là dell'indubbia spettacolarità, spunti di riflessione per interpretare i mutamenti storici e progettare l'avvenire.
Il Corteo Barocco, che inizia la sua sfilata partendo da piazza Martini, meglio nota come piazza SS. Crocifisso, al Piano Alto, fulcro dei primi insediamenti successivi all'abbandono del monte Alveria, in seguito al terramoto del 1693, si snoda con calcolata lentezza lungo le vie del centro storico.
Gli effetti spettacolari delle varie scene rappresentate vengono raggiunte sulla scalinata della Cattedrale di fronte a Palazzo Ducezio e poi in piazza XVI Maggio dinanzi alle sinuose sporgenze e rientranze del bel S. Domenico, capolavoro del Gagliardi.
Circa duecento figuranti che indossano rigorosamente abiti d'epoca, di nobili, dame, cavalieri, armigieri, monsignori, mazzieri, valletti e semplici popolani, sfilano, inalberando stemmi e colori araldici delle grandi famiglie del tempo, con signorile dignità o variopintoe, a volte, vociante trambusto, secondo il rango ed il ruolo sociale, tra due ali di folla.
I Landolina, i Nicolaci, gli Impellizzeri, i di Lorenzo, i Trigona, i Rau, gli Astuto ed altri aristocratici rivivono una vita effimera ma di forte impatto emotivo, ai fini della resurrezione della temperie storico-umana del Settecento, assieme al Clero, alle Dame, ai Rampolli delle famiglie storiche, agli Architetti che realizzarono la Rosa Barocca, ai popolani, insomma, all'universo umano del tempo.
Lungo il percorso, scene suggestive, di anno in anno sempre più coinvolgenti, rievocano episodi storici accertati o desumibili dalle fonti documentarie o, più semplicemente, frutto di capacità immaginativa. Il clima settecentesco è stato ricostruito grazie alle coreografie degli sbandieratori, ai rulli dei tamburi, agli stendardi nobiliari, all'Araldo delle Grida, al gonfalone raffigurante i colori araldici dello Stemma di Noto, ai gesti del Gran Cerimoniere, agli Ufficiali di Corte, ai personaggi di spicco del tempo, come il barone Giacomo Nicolaci, alle donzelle che procedono a passo di danza, ecc. ecc.
Le possibilità di variazioni sul tema sono vastissime. Unico è però il richiamo fascinoso del Corteo, il cui futuro è assicurato da un'apposita Associazione Corteo Barocco che vede impegnato un nutrito gruppo di cittadini in spirito di volontariato.
(testo tratto da pubblicazioni a cura del Comune di Noto)
(foto a cura di 1AT695 Paolo)













































 

 




  

 

 

 

 











Aggiungo solo adesso 03.01.2009 il filmato con tutte le foto dell'Infiorata e del Corteo Barocco fatte da me e che ritengo interessanti da vedere.
Vi ricordo che ogni anno la terza domenica di Maggio, tale evento viene ripresentato agli innumerevoli ed entusiasti visitatori di tutto il mondo.





Noto Marina


Panoramica del Lido di Noto con
le sue spiagge dalla sabbia dorata,
il suo mare trasparente.

 

    LIDO DI NOTO
   
    Particolare del lungo mare con attrezzatura
    per un perfetto relax 
    

 

 

 

 







 

 

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